Immagine di Stefano Ricci

Ricetta n. 11 – Ciao

Siamo alla fine di questo breve percorso di scrittura creativa, che ci ha visto ridefinire gli spazi e i tempi, rivedere la progettazione, ricollocarci all’interno delle relazioni di classe.
Per chiudere propongo un estratto tratto da Vita di vita di Eraldo Affinati, in cui lo scrittore italiano racconta il proprio viaggio in Gambia, fatto insieme al suo alunno, Kaliq.
Nel brano proposto lo scrittore descrive il momento in cui i due protagonisti salutano i compagni e le persone incontrate prima di ripartire per l’Italia.

Ingredienti: un pc, una videocamera, il testo Ciao.
Chiedo ad ognuno di ripensare al momento in cui hanno lasciato il proprio Paese,.
Sono estratti dolorosi, illuminanti, preziosissimi, di cui riporto solo piccoli stralci:

Sono qui con me, intorno a me e al mio zaino pieno di biscotti, di acqua, di sogni.
Ciao mamma, non saprei cosa aggiungere, se non che sei acqua
ciao papà, la tua durezza,
ciao Precious, sorella ed amica, pregherò per te, per il tuo successo
perchè tu non sia costretta ad andare lontano come me
(studente nigeriano)

****

Lascio te villaggio,
la sabbia, il vento,
le vesti colorate
parto per un luogo lontano
raggiungo mio marito
che mi parla del verde, del freddo, delle luci, dei servizi
di una vita di grandi opportunità
della libertà di scegliere
mi parla ed io ascolto solo con un orecchio
un altro non ascolta
perché pensa al vento fra le case, a mia mamma, ad Aicha e Mohamed che sono ancora molto piccoli
alle mani rugose della nonna quando prepara il cous cous
parto, parto, ma non mi dimenticherò di te
(studentessa marocchina)

***

Ciao fratello,
non è un addio questo,
so che prima poi ci rivedremo
che farai il mio stesso cammino
incontrerai gli stessi uomini
che pagherai i miei stessi soldi
che passerai il deserto, la Libia
e arriverai qui
allora ci rivedremo
e chissà magari faremo fortuna
(studente maliano)

***

Cosa mi mancherà ora che parto?
Voi tutti, mamma, papà e sorelle
che in ogni modo anche con poco mi avete protetto,
i nostri vestiti colorati,
l’acqua che in Bangladesh è ovunque,
la musica e i canti per la strada,
i sorrisi,
la fame.


Non so cosa ci sarà oltre qui
Cosa vedo?
Un colore, il rosa
forse la felicità

 

1 Comment
  • Anonimo
    Posted at 20:09h, 04 Gennaio Rispondi

    Profondo questo testo. Un ciao lo abbiamo detto in tanti ai nostri amici e parenti.
    Abraham

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