Giocare a IDEA (Interazioni didattiche e affini) in biblioteca

Giocare a IDEA (Interazioni didattiche e affini) in biblioteca

“Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” (Platone)

Grazie all’ospitalità e lungimiranza della biblioteca di Vergato, in queste serate ho avuto la possibilità di “giocare” con un gruppo eterogeneo di studenti con background migratorio ad IDEA (Interazioni Dialogiche e Affini), esito del lavoro di un’équipe di insegnanti, formatori e operatori che si occupano dell’insegnamento dell’Italiano L2 in contesti migratori. Si tratta di una proposta di didattica ludica che fa leva su aspetti motivazionali e competitivi per affrontare domini linguistici significativi nel percorso di integrazione di un non nativo. Il kit è costituito da sei plance di gioco, tutte indipendenti l’una dall’altra, ma nello stesso tempo interconnesse. Le plance, infatti, seguono l’ordine corrispondente alla scala dei bisogni nell’integrazione di un individuo; si gioca pertanto utilizzando, nell’ordine, i piani di gioco relativi alle tematiche di: • storia personale; • lavoro; • salute; • socialità; • scuola; • cittadinanza. Ciascun piano di gioco (ambito) è corredato da 40 “carte” relative a lessico, luoghi, lessico specifico e azioni, e da 60 “carte di interazione strategica” (che prevedono interazioni tra gli sfidanti). Il gioco contempla diverse modalità d’uso.

Nella fattispecie delle serate in biblioteca, ho deciso di porre l’attenzione prioritariamente sull’oralità dato che molti partecipanti hanno da poco iniziato l’affascinante percorso di appropriazione della lingua scritta.
Sorpresa e stupore hanno accompagnato le timide produzioni che partono dalla lettura di una parola pescata dal mazzo, la cui comprensione talvolta è stata agevolata e mediata da un compagno con la stessa lingua madre.
Frasi, piccole illuminazioni fanno emergere differenze culturali, regionali, di esperienze, di vivacità narrativa:

Mohamed: “Io non sono BADANTE, Zeineb è BADANTE” e Zineb dall’altra parte del tavolo risponde “Io non sono badante, io dottora”;

Omar: “Io in Mali FABBRICA di pane, ora no lavoro”.

E così il tempo scivola tra un tiro e l’altro, fra risate, piccoli aneddoti, richieste di chiarimento.

Ogni volta che uso IDEA mi convinco sempre più che attività comunicative e ludiche possono risultare efficaci nelle classi, perché rispondenti alla complessità dei soggetti e ai diversi stili cognitivi. Nonostante il permanere di pregiudizi che portano a considerare il ricorso alla didattica ludica «in funzione riempitiva, un intervallo tra un’attività e un’altra prima di tornare all’impegno dello studio» (Caon, Rutka, 2002, p. 22), essa, facendo infatti leva su attività motivanti, meno formali e divertenti, contribuisce a far sviluppare e/o consolidare la competenza comunicativa in L2, a dare diritto di parola ai partecipanti.

Per approfondire il Gioco Idea: https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/9887

Qualcuno di voi ha utilizzato IDEA? Vuole condividere un pensiero, un’esperienza, un suggerimento?
Conoscete altri giochi che stimolano la narrazione e il confronto in classe?



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