Al via

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I appuntamento Con carta e penna

scrivere, ridere, condividere, piangere, lamentarsi, svoltare, trovarsi, ritrovarsi in una riga, svelarsi, scoprire una nuova parola, portarla, gettarla, donarla
sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto donne, uomini, ragazze dalle storie più diverse a sfidare il caldo di un aprile inaspettato, in un sabato pieno di sorprese, a mettersi in cerchio ad ascoltare e ad ascoltarsi, la magia dell’atelier.
Ci siamo cimentati nella scrittura seguendo una proposta tratta dal testo di Bruno Munari “Autobiografia”. Mi piace sempre iniziare con quel brano irriverente e faticoso, un’autobiografia mediata in terza persona, come se lo scrittore non parlasse di sé ma di un fratello, di un amico, di un’ombra. Ognuno è stato invitato a raccontarsi agganciandosi a quel modello, forzandolo, violandolo, E poi l’inatteso: il trovare uno spazio personale di raccoglimento nella sala, l’abbandonarsi al fluire della scrittura, il puntello sonoro di un insieme di matite sui cartoncini e al termine l’applauso alla lettura corale.
La prima giornata è andata così imprevedibile, carica di curiosità e aspettative.

Quello nato a Milano nel 1907
Quello delle macchine inutili del 1930
Quello dei nuovi libri per bambini del 1945
ristampati ancora oggi in varie lingue
Quello dell’Ora X del 1945
Quello delle scritture illeggibili di popoli sconosciuti, 1947
Quello dei libri illeggibili del 1949
Quello delle pitture negative-positive del 1950
Quello delle aritmie meccaniche del 1951
Quello delle proiezioni a luce polarizzata del 1952
Quello delle fontane e giochi d’acqua del 1954
Quello delle ricostruzioni teoriche di oggetti
immaginari in base a frammenti di residui
di origine incerta e di uso dubbio, 1956
Quello delle forchette parlanti del 1958
Quello del design
Quello delle sculture da viaggio del 1958
Quello dei fossili del duemila, 1959
Quello delle strutture continue, 1961
Quello delle xerografie originali del 1964
Quello degli antenati, 1966
Quello della flexi del 1968
Quello della grafica editoriale Einaudi
Quello dell’abitacolo del 1971
Quello dei giochi didattici di Danese
Quello dei messaggi tattili per non vedenti del 1976
Quello del bonsai
Quello dei laboratori per bambini al museo del 1977
e di tutti gli altri laboratori in altri paesi
Quello delle rose nell’insalata
Quello della lampada di maglia
Quello dell’olio su tela del 1980
Quello dell’Alta tensione
Quello dei colori rotanti
Quello del corso di design alla Harvard University del 1967.
[B. Munari, Verbale scritto, Il melangolo, Genova 1992]



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