Quando le storie parlano senza parole

Due ruote e un sogno. Silent book didattizzato per lo sviluppo delle competenze linguistiche e di cittadinanza
I silent book, o libri “silenti”, sono albi illustrati in cui l’immagine assume un ruolo centrale rispetto al testo, spesso assente o molto ridotto. Lavorare con i silent book significa valorizzare il rapporto tra lettore e immagine, riconoscendo che quest’ultima possiede una propria semiotica e un linguaggio visivo capace di trasmettere significati. La narrazione si affida principalmente alle immagini, che devono raccontare sia la trama sia le emozioni dei personaggi: un compito complesso, che quando riesce crea armonia e poesia in ogni pagina.
Il materiale iconico (disegni o immagini) costituisce uno strumento di conoscenza e scoperta del mondo. Le illustrazioni pertanto non svolgono soltanto una funzione di supporto al testo verbale, ma rappresentano una forma narrativa autonoma, capace di stimolare nel lettore il desiderio di nominare le cose e di raccontarle, di creare relazioni con le esperienze vissute nell’arco della sua esistenza, generando narrazione, riflessione e immaginazione.
La ricerca ha sfatato l’idea di una presunta universalità dei testi iconici. Le immagini, infatti, veicolano contenuti culturali, interdisciplinari e comunicativi e non sono mai neutre, ma riflettono il contesto, i valori e le regole convenzionali di rappresentazione che mutano a seconda della cultura e dell’epoca. In classe è quindi fondamentale riconoscere che un albo illustrato rappresenta una cultura, fotografa un momento storico-sociale specifico e trasmette determinati valori.
Essendo spesso polisemiche, cioè portatrici di molteplici significati, le immagini hanno una struttura complessa, simile a un linguaggio, con regole e riferimenti propri, che non tutti leggono allo stesso modo, poiché possono contenere stratificazioni culturali e simboliche.
La lettura delle immagini richiede quindi un percorso di alfabetizzazione visiva che faciliti i processi cognitivi e di apprendimento, rafforzi la capacità narrativa e la creatività, promuova la consapevolezza estetico-artistica e sostenga la partecipazione empatica ed emozionale.
In questa prospettiva, il silent book offre un’esperienza di educazione all’immagine adatta a persone di qualsiasi età e livello di competenza, permettendo di esplorare codici culturali e interpretazioni plurali.
Esperienze sul campo dimostrano come la lettura consapevole di questi testi sviluppi competenze cognitive come l’attenzione, la riflessione, la memorizzazione, la creatività, la capacità di sequenziare le immagini e individuare collegamenti e rapporti di causa-effetto; favorisca altresì lo sviluppo emotivo e relazionale, poiché le immagini suscitano emozioni, ricordi e vissuti personali, stimolando empatia, cooperazione, dialogo e interpretazione condivisa.
I silent book sono inoltre strumenti preziosi dal punto di vista linguistico e glottodidattico, il loro uso in contesti di classe stimola la produzione orale e scritta attraverso la transcodificazione delle immagini in parole, ma anche lo sviluppo delle competenze testuali e di arricchimento lessicale.
L’obiettivo principale è dunque quello di rafforzare la competenza di lettura, intesa come capacità di decodificare le immagini e utilizzare le informazioni ottenute in modo critico, collegandole ai contesti di vita e agli interessi delle persone che entrano in contatto con il testo.
Due ruote e un sogno è il primo volume di una collana che ci auguriamo possa proporre testi rivolti anche a un pubblico di giovani adulti e adulti italiani e/o con background migratorio.
La trama della storia, pur consapevoli che possa essere oggetto di diverse interpretazioni, può essere così riassunta: un ragazzo proveniente dall’Africa arriva in Italia con il sogno di trovare un lavoro e costruirsi una nuova vita. Un evento inatteso muterà il suo progetto iniziale, ma offrirà al protagonista, Demba, l’occasione di scoprire la meraviglia e la bellezza del mondo, insieme al valore profondo dell’aiuto e della solidarietà.
Il libro si propone come uno strumento fruibile direttamente dal lettore, che può sfogliare le pagine e costruire autonomamente la narrazione attraverso le immagini.
Accanto al volume cartaceo, i materiali scaricabili propongono spunti e attività per un miglior utilizzo didattico del testo. Queste attività permettono di impiegare il silent book in contesti educativi eterogenei e di stimolare l’osservazione, la comprensione, il confronto interculturale, la produzione di significato e la partecipazione attiva. In questo modo, Due ruote e un sogno offre sia un’esperienza individuale di lettura e immaginazione, sia uno strumento educativo versatile, impiegabile in percorsi didattici e laboratori con lettori di età e competenze linguistiche diverse.
I libri illustrati, attraverso le immagini che li accompagnano, aprono le porte alla creatività e all’espressione, permettendo agli studenti di integrare emozioni e storie personali nella loro comprensione degli eventi. Questi libri facilitano l’interpretazione da molteplici prospettive, ciascuna secondo la propria comprensione dell’immagine. Contribuiscono inoltre a organizzare le idee e il vocabolario della lingua italiana, in particolare per gli studenti immigrati. I libri illustrati sono simili ai testi geroglifici incisi sulle antiche tombe e sui templi egizi e greci.
Carissimi, insegno in un CPIA e tutto l’anno ho proposto albi illustrati.
Ora sto scrivendo anche una tesina per un Master, su questo lavoro. Alcuni hanno sollevato il dubbio che gli adulti, secondo i principi dell’ andragogia , imparerebbero soprattutto per risolvere questioni concrete, perciò l’albo non risponderebbe a questa esigenza. Voi che ne pensate?
Grazie Rosanna. Si tratta di un dibattito interessante anche se secondo me, le indicazioni dell’andragogia schiacciano sempre l’adulto s ciò che è concreto, funzionale, spendibile. Gli adulti e i giovani adulti hanno un mondo interiore che spesso amano condividere. Spero che il silent book “Due ruote e un sogno” piaccia a lei e ai suoi studenti.