Parole contro vento. Un’esperienza d pedagogia di cantiere

Parole contro vento. Un’esperienza d pedagogia di cantiere

Penso fermamente che, nell’articolazione del proprio curriculum, la scuola debba garantire quotidianamente occasioni di approfondimento, confronto, negoziazione sui temi dell’educazione alla cittadinanza. Per raggiungere tale obiettivo è necessario stimolare l’acculturazione degli apprendenti, sia attraverso la conoscenza delle istituzioni, dei servizi, dei problemi e delle pratiche del vivere comunitario, che tramite l’acquisizione di abilità per incidere significativamente sulle decisioni.

Alla base di un progetto educativo ritrovo quindi il quadro concettuale di Osler e Starkey (2005), che rilevano tre componenti fondamentali relative al concetto di cittadinanza: lo status, il senso di appartenenza e la pratica. La cittadinanza come pratica implica la consapevolezza, da parte di ognuno, di poter influenzare la vita sociale e comunitaria attraverso un’assunzione di responsabilità, un impegno attivo, un’azione concreta.

È il principio che ha animato sottotraccia molte iniziative svolte durante l’anno scolastico. Questa settimana una classe del Secondo periodo di Berzantina, partendo dalle suggestioni della mostra “Parole controvento” organizzata dalla Casa delle donne per non subire violenza Onlus, ha creato un manufatto in polistirolo raffigurante una casa: luogo di felicità, sicurezza, protezione, ma spesso e purtroppo, luogo di violenza, sottomissione, annientamento. É stato un lavoro di equipe che ha portato gli studenti ad arricchire il manufatto di immagini, parole e simboli dedicati al tema e a restituirlo all’intera comunità scolastica con la speranza di contribuire ad ad una maggiore sensibilità verso i temi del rispetto, dei diritti e del senso di solidarietà.



6 thoughts on “Parole contro vento. Un’esperienza d pedagogia di cantiere”

  • Questo argomento è stato molto interessante per me, ci pensavo spesso, leggevo articoli e notizie, ma ogni volta mi spaventava. Quando ho scoperto l’argomento del progetto, ho voluto parteciparvi. Mi è piaciuto molto il processo di creazione di questa casa, ho imparato molte cose nuove. Mi è piaciuto comunicare con gli adulti che hanno partecipato a questo progetto.
    Il tema della violenza in sé è molto spaventoso. Da ragazzina, non volevo credere che un uomo potesse ferirmi mentalmente e fisicamente. Molte ragazze di età diverse hanno avuto esperienze dolorose, dopo le quali vivono nella paura. Spero che in futuro ci sia meno violenza.
    Sono grata a tutte le persone che hanno partecipato a questo progetto, grato per l’esperienza e le nuove conoscenze.

  • Secondo me parlare di violenza contro donne e molto importante perchè questa è una responsabilità che deve essere a carico di tutte le fasce d’età e di tutti i sessi per sconfiggere questo fenomeno.

  • Ho collaborato con le mie compagne di corso, alla progettazione e realizzazione di questo manufatto. Abbiamo preso spunto dalla mostra che è stata ospitata nella nostra scuola. E’ stata un’occasione per condividere idee e impressioni riguardo a questo tema. La violenza purtroppo è una realtà presente che accompagna la vita di molte persone. Parlando e condividendo le esperienze e le informazioni, si spera che molte donne o vittime di violenza trovino finalmente il coraggio di reagire, sapendo che non sono sole.

  • Fornire alla cittadinanza, e soprattutto ai ragazzi giovani, l’ informazione che riguarda la violenza sulle donne è molto importante! Permette di sensibilizzare l’opinione pubblica, promuove la consapevolezza sulle forme di violenza e sui segnali che possono indicarne la presenza, incoraggia le donne a chiedere aiuto e a denunciare gli abusi subiti, favorisce le politiche e azioni concrete per prevenire e contrastare questo vergognoso fenomeno sociale.

  • È stato bello lavorare insieme, condividere e realizzare un progetto su un tema così importante per la coscienza umana dove spesso questo tipo di ferite vengono tenute nascoste. Durante la ricerca ho imparato che, anche nel nostro piccolo, dare voce a coloro che vogliono urlare il loro dolore e a coloro che con immenso coraggio hanno voluto denunciare la violenza subita è molto importante. Ho riscontrato l’ignoranza del non sapere che ci sono tanti sportelli di ascolto e aiuto psicologico e legale e di quanto il non sapere generi ancora di più la paura che molte donne provano e che le rende ancora più fragili. Nel corso della ricerca ho notato quanto sia stato difficile trovare immagini sulla speranza e di quante immagini invece ci siano sull’orrore della violenza, forse perché scuotono molto di più la coscienza umana, purtroppo. Ringrazio per l’opportunità ricevuta di lavorare su un tema così sensibile e nascosto, sono cresciuta e voglio urlare che c’è sempre una via d’uscita, che la speranza è una prospettiva concreta.

  • Lavorare su questo progetto é stato un bel momento, abbiamo imparato tante cose importanti sulla violenza contro le donne e abbiamo conosciuto i diversi servizi che esistono per uscire da questa situazione e chiedere di aiuto

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