Facciamo come Shonagon

Shonagon è una scrittrice giapponese vissuta nel X secolo, autrice delle Note del guanciale. Protetta dall’imperatrice Sadako, manifestò il suo genio gareggiando in talento, intelligenza, sensibilità e cultura con numerose altre donne di corte argute, belle e sapienti.

Nei 317 capitoli delle Note del guanciale, Shonagon ci ha lasciato lunghe descrizioni sulla vita di corte, su persone e luoghi, rievocazioni di amori appassionati, elucubrazioni, aneddoti ed elenchi.

  • Elenchi di cose: che scorrono veloci, che procurano felicità, che dovrebbero essere corti, che commuovono, che non si possono raffigurare bene in un dipinto. 
  • Elenchi di persone: che usano un linguaggio maleducato, che vogliono sembrare dotate, che imitano cose, che in pubblico si esaltano. 
  • Elenchi di situazioni: terrificanti, imbarazzanti, insulse.
  • Elenchi di particolari: squisiti, rumorosi, eleganti e graziosi, impudenti …

In classe propongo l’attività “Facciamo come Shonagon”. Siamo quasi alla conclusione della prima parte dell’atelier e la maggior parte degli studenti ha ripreso confidenza con la scrittura, ha  maturato l’esigenza di condividere il proprio testo con gli altri. Si tratta di una conquista significativa, un elemento da valutare nell’intero percorso.

Mi è stato chiesto come valutare e considerare i testi prodotti nell’atelier. Dato che il laboratorio ha l’obiettivo primario di avvicinare gli studenti alla pratica di scrittura, la valutazione non può che essere positiva. Per gli studenti è ancora più importante maturare la pratica all’autovalutazione che, come ricordano Anna Bonora e Paolo Senni, si presenta come “un processo ‘caldo’, collettivo, interattivo e formativo”.  Il silenzio, la partecipazione, un’esclamazione, una parola, una domanda nel momento della socializzazione, sono spesso occasioni per ogni apprendente di avvertire empatia  e apprezzamento, oppure il bisogno di rivedere un passaggio non chiaro del proprio testo.

Tornando alla proposta di lettura, leggo ad alta voce alcuni estratti del capitolo 31 “Cose piacevoli”. Il testo è riletto quattro, cinque volte ad alta voce dagli studenti. Ci immergiamo nella lettura, entriamo in un mondo distante, le cui coordinate sono lontane per gran parte di loro, poi diamo spazio alla fantasia.

Riporto qui sono piccoli estratti creati da loro, che spaziano da riflessioni sul proprio bagaglio culturale a liste di singoli momenti di realtà quotidiana:

  • In questi giorni, dopo che ho vissuto per quasi 2 anni in Europa, penso che belli che sono i tappeti iraniani! Li guardo su internet per ore. Come può una persona crearne di così belli ! Sono fantastici! Bellissimi! Piccoli nodi di filo di seta colorato, intrecciati finemente. Una varietà di colori e modelli con una lunga storia, disegni di piante e di animali, cervi che corrono felici e liberi. Come sono affascinanti! Belli e intricati! Guardare questi tappeti, andare nella storia, pensare alle donne che li tessono nei villaggi più remoti, donne analfabete, affamate e sole, piene di bei sogni e fantasie mi emoziona. Camminare su questi morbidi tappeti è come visitare la storia… che bello! [scritto da Sara, una studentessa iraniana].
  • Aver un momento rilassante dopo aver ordinato la casa. Un viaggio sui mezzi pubblici. Mangiare un cioccolatino dopo cena. Guardare un film alla sera. Passare una serata con gli amici, in cui rimaniamo svegli tutta la notte. Una partita di calcio insieme a mio figlio. Una camminata sulla spiaggia, a piedi nudi. Ricevere visite. Telefonare a mia sorella. Provare nuove ricette. Parlare correttamente l’italiano. Bere una tazza di tè alla mattina. Finire la lettura di un libro. Conoscere nuove culture. Tuffarsi nel fiume d’estate. Visitare antiche città. Una grigliata in compagnia. Una passeggiata nel bosco, con un’amica. Guardare il tramonto in silenzio. Dormire nelle tende. Incontrare le persone care, casualmente. Sdraiarsi in terra e guardare le stelle nelle serate serene. [scritto da una giovane donna marocchina].
  • L’odore del caffè che riempie la casa di mia nonna, mi mette di buon umore ogni mattina, e poi farmi servire la colazione a letto. Sentire i primi raggi di sole che mi riscaldano non solo la pelle, ma anche il cuore. Il mercato del sabato nel centro del paese sempre vivace e dove si trova di tutto: i pesci del fiume vicino, i prodotti agricoli appena raccolti e soprattutto tutti quei rumori strani. Senza dimenticare gli odori così forti che ti si attaccano fino al palato e ti danno l’impressione di aver assaggiato tutti i prodotti esposti.

Curiosità

Curiosità

  1. Sonagon, Note del guanciale, Milano: ES, 1997
  2. Chiantera, E. Cocever, C. Giunta, Il laboratorio di scrittura a scuola, Roma: Carrocci, 2017
  3. Bonora, P. Senni, Un microteatro per la scrittura, San Lazzaro di Savena: Temi, 2002.

 

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