Cose che odio

Secondo Elisabeth Bing, nell’atelier è importante percorrere cammini ed esperienze svolte da altri, confrontarsi con le scelte linguistiche di un autore per trarne forza e coraggio. Il laboratorio parte sempre da modelli d’autore che orientano lo studente e non lo lasciano solo, in balìa della pagina bianca. La lettura iniziale del brano orienta, dà un esempio sul lavoro da svolgere.

Strumenti: fogli, matite, un dizionario illustrato, la voce squillante del testo di Dino Buzzati “Cose che odio”.

Come sempre leggo il testo, lo faccio rileggere due o tre volte a voce alta, qualcuno fa la traduzione in lingua madre di un termine sconosciuto a un compagno, poi si procede. Nella sua apparente semplicità, Buzzati riesce ogni volta a scompigliare le carte; è imprevedibile, imprendibile per certi versi, ma la scrittura cattura sempre.  Ognuno al suo banco inizia a scrivere. Al termine e in cerchio, una liberatoria lettura corale:

Cose che odio.
Le persone comprensive
i film di fantascienza
le ricette miste, dolci e salate
i momenti tristi
lavare i piatti con l’acqua fredda
l’ignoranza
quando il mio bimbo si fa male
studiare a distanza, senza i compagni
leggere romanzi senza un finale
mangiare da sola
il dentista
la primavera
vivere senza sogni.

Cose che odio.
Le persone false e maleducate
la notte senza luna
il riso, la pasta e l’aglio
i dolci senza cioccolato
le promesse vuote
l’alcol
le persone che si ubriacano
le persone che non aiutano mai gli altri
i film horror. Odio il mio cellulare scarico
i cibi piccanti
le persone che tagliano gli alberi
le chiamate senza risposta
odio il bullismo
i politici corrotti
gli uomini che violentano
odio la povertà.

Cose che odio.
La parola odio, la crudeltà sugli animali, l’avidità, l’invidia, la pigrizia, la disonestà, il narcisismo,  tutto ciò che è collegato alle sigarette, il fumo, il fetore persistente e la spazzatura lasciata ovunque,  le patate fritte fredde, la disorganizzazione e la confusione inutile, gli autisti maleducati, i calzini bagnati, il fallimento, qualsiasi cosa parli di fantascienza, i cuscini duri, gli spazi sovraffollati, le persone eccessivamente drammatiche, gli asciugamani dall’odore di muffa, i sedili centrali sugli  aeroplani, i calabroni

Curiosità

  1. Buzzati, Siamo spiacenti di, Milano: Mondadori

Foto di Chris Lawton – Unsplash

1 Comment
  • Anonimo
    Posted at 20:06h, 04 Gennaio Rispondi

    Bellissimo testo
    Abraham

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