Percorsi

Riguardo alla progettazione del nuovo laboratorio di scrittura, rimando alle osservazioni del post “Atelier, che strana parola” del 15 febbraio scorso. Soprattutto nelle fasi iniziali e per far superare il timore della pagina bianca, mi sono basato di nuovo sul modello della scrittrice Elisabeth Bing, che a sua volta si richiama all’uso di modelli testuali per accompagnare all’avvio della scrittura. Il modello Bing viene utilizzato in contesti di vulnerabilità, intende costruire un ambiente di apprendimento favorevole, facilita l’espressione libera di ciascuno, propone testi ancorati alla soggettività, invita a recuperare modalità comunicative più vicine agli studenti (quali le liste, che permettono di dare una prima organizzazione cognitiva e linguistica). Il tutto permette di migliorare la competenza testuale e si sviluppa in un’ottica collaborativa e fortemente inclusiva.

L’atelier si strutturerà sempre nello stesso modo:

  • Apertura: lettura di un testo stimolo ad alta voce;
  • Comprensione: discussione e dibattito sul testo letto;
  • Scrittura agìta sulla base del modello;
  • Lettura collettiva, non imposta;

Revisione del testo ed eventuale focalizzazione

Il modello Bing è potente e radicale nella sua impostazione e caratterizzerà la prima fase del laboratorio. Nel lavoro in classe manterrò le indicazioni fondamentali: il diritto all’espressione e anche al rispetto della riservatezza, un limitato intervento nella correzione dei testi. Con il passare del tempo, l’idea è quella di rendere gli studenti sempre più consapevoli delle modalità del lavoro scrittorio, al fine di abbandonare la scrittura di getto o su modello e arrivare a produzioni più personali. Qui il richiamo sarà ad alcuni testi che abbiamo inserito nell’antologia “Leggere per scrivere” (Loescher editore, 2016, 2020).

L’atelier si articolerà in 3 sezioni testuali:

  1. TESTI PER NOMINARE/ELENCARE
  2. TESTI PER DESCRIVERE
  3. TESTI PER RACCONTARE

Ecco uno scheletro della progettazione:

  1. TESTI PER NOMINARE/ELENCARE. Si tratta del primo percorso di scrittura, con la struttura testuale dell’enumerazione o lista, dell’accumulazione di immagini e parole.

Testi su cui lavorare:

  • Mi piace/non mi piace di Roland Barthes
  • Cose che odio di Dino Buzzati
  • Eredità di Marco Aurelio
  • Chi sono? di Bruno Munari
  • Possibilità di Wislawa Szymborska
  • Credo di Angela Mastretta
  • Vivere di Agota Kristof
  • Ringraziare di Allen Ginsberg

 

  1. TESTI PER DESCRIVERE. Si tratta del secondo percorso di scrittura, per descrivere la quotidianità: affetti, abitudini, luoghi e cibi.

Testi su cui lavorare:

  • Lui e io di Natalia Ginsburg
  • Cose di Simona Vinci
  • Il nonno da bar di Stefano Benni
  • Il medico ideale di Dino Buzzati
  • La casa ideale di Dino Buzzati
  • Casa giapponese di Bruno Munari
  • Ricette per il male all’anima di Clara Sereni

 

  1. TESTI PER RACCONTARE. Si tratta del terzo percorso di scrittura, per riflettere sul mondo e inventare mondi.

Testi su cui lavorare – per riflettere sul mondo:

  • La mia primissima Italia di Tahar Lamri
  • L’identità, un bel problema di Igiaba Scego
  • Alcuni stereotipi, alcuni dei quali non falsi di Tahar Ben Jelloun
  • Caro Babbo Natale di El Ghibli
  • La capoclasse di Ngozi Adichie
  • Car Tar di Bianca Pitzorno

Testi su cui lavorare – per inventare mondi:

  • Il dono della lingua di Angela Mastretta
  • A di arisi appalam di Anita Nair
  • letture e testi dal mondo.
1 Comment
  • Anonimo
    Posted at 16:31h, 31 Dicembre Rispondi

    Grazie Alessandro!
    Mi hai trascinato nella fantastica avventura dell’atelier, da cui ho preso spunto per creare il mio laboratorio di scrittura creativa.

    È stata di sicuro tra le esperienze più significative del mio 2020, tra i ricordi emozionanti! I miei ragazzi hanno iniziato A PICCOLI PASSI, la struttura della lista li ha davvero aiutati a superare la pagina bianca.

    Pian piano hanno fatto i conti con le loro emozioni messe su carta, che di testo in testo (letto, scritto e condiviso) sono cresciute e diventate sempre più profonde.

    Siamo rimasti tutti coinvolti e più uniti, soprattutto in quest’anno così strano.
    Esperienza da ripetere! SCRIVERE È PRENDERE L’IMPRONTA DELL’ANIMA.

    Buon 2021!

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